diario

#missrunning

quando ho visto questa foto ho pensato subito di buttarla. sfigurata e immobilizzata in quel movimento goffo, tanto quanto son goffa anch’io. sono in sofferenza, in sforzo, in sbilanciamento, con il cuore che lavora (lavora per me anche se non ho fiducia al 100% in lui), tutta rossa e sudata, sento la solidità in ogni appoggio, il respiro che ogni tanto diventa sospiro, la testa vuota con il solo pensiero di fare un’impresa che siano 3 o 42 km.
dovrei guardarla ogni mattina: per ricordarmi cosa sono capace di fare anche sbuffando, anche con i miei kg in più, anche con i 50 anni che sono più vicini dei 40, anche maledicendo ogni metro che corro, anche con il gonnellino impietoso e un’imbragatura medievale addosso che me lo toglie quel fiato che tanto mi serve. un passo dietro l’altro finché non attraverso un arco gonfiabile che dice “fermati” e sii felice. anche se arrivo ultima.
si chiama forza. ce l’hai anche se non entri in una taglia 40 e se ti dicono che non puoi fare o dire certe cose.
non ti para dagli sgambetti, ma ti insegna a piangere finché vuoi, a ripartire piano, da capo, ogni volta che cadi e ti sembra impossibile tornare dritta sulle tue gambe.

[a chi in questi giorni affronta prove durissime]

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