diario · diario di viaggio · in viaggio con la zia

#didagoestotransilvania 7

non credo di essere mai entrata in tante chiese, una più bella dell’altra, in un giorno solo. spiritualità che ci ha messo in pace. arrampicarsi su scalette per metter il naso più vicino alle volte e poi tornare giù contrari, che 9 su 10 manco un gradino e mi schianto ai piedi del pope.
i cimiteri sono giardini, con piante grandiose e alberi da frutto, così diversi dal rigore marmoreo dei nostri. camminare sulle prime foglie gialle cadute, ci ha silenziato e fatti perdere, ognuno coi suoi pensieri, fino a ritrovarci nello stesso posto, senza dirselo. sono i posti giusti dove andare a riposare per sempre, sotto una quercia secolare che oggi mi son solo abbracciata per un po’.
ci hanno aperto chiese di legno, preziose come scrigni segreti, senza aver chiesto, senza aver visto nessuno, essendo però evidentemente visti. tutti hanno anticipato domande, desideri e richieste, fermato il traffico, gestito parcheggi e manovre, tradotto, consigliato visite, fatti entrare oltre orari perché siamo arrivati lunghi. ci hanno spiegato affreschi di artisti senza nome, aperto case bellissime con muri rossi e telai in produzione, spalancato cancelli per farci sistemare le auto. hanno spiegato cose in lingue che nessuno capiva, capendo tutto. abbiamo camminato su kilim con le rose che ci hanno dato ragione nel nostro persistere a mettere insieme rosso e fucsia.
non dev’essere sempre facile la vita in questi paesini, credo ci voglia una forza atavica (anche fisica), un adeguamento alla natura, al suo silenzio immobile, ai suoi ritmi e alla sua violenta prepotenza che non saprei neanche dove trovare. con l’egoismo del visitatore spero (inutilmente) resti sempre così.
non sono partita da casa leggera, tutt’altro. qui ho avuto dei giorni di una leggerezza che non riuscivo neanche ad immaginare di potermi permettere di nuovo. ho ritrovato una parte di me che sembrava esser stata assassinata. la romania è una medicina dolcissima, come i papanasi, i krapfen, le frittelle fatte espresse in roulotte a bordo strada, la marmellata sul pane a colazione solo dopo aver mangiato pomodori, cetrioli e un polpettone tiepido.
dalla prossima settimana ritorno in trincea, con grandi provviste per l’inverno. mi scopro formica solo travestita da cicala.

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