diario

zibaldone fin pandemico

[post venuto fuori nel pomeriggio con nescafè a fiumi e senza aver lavato tutti i piatti, neanche quelli di ieri]
sono stata sempre bene, dei giorni mi son sentita tutti i sintomi addosso perché ha comandato e comanda sempre sua maestà la testa.
ho parlato poco e letto anche meno, poteva esser la grande occasione della mia vita per -finalmente- mettermi a scrivere seriamente le pagine che ho incastrate dentro. ho cantato e avuto il coraggio di mandare il mio canto alle mie amiche, mica cazzate, io e ornellona mia nell’etere.
eravamo partite a palla tutte con bicchieri di vino con chat su whatsapp, zoom, meet anche con chi si vede non più di 2 volte l’anno, ma si è sentita la necessità di VEDERSI. e adesso mi terrorizza solo il pensiero. son su whatsapp 24h al giorno, i bambini hanno bisogno di contatto costante e risposta immediata, non c’è più l’attesa nel loro data base. sanno di avere un mac, un tablet, sanno come si gestisce l’audio la telecamera, se la cavano da soli senza mamme e papà intorno, ma se non ci fossero stati loro, STATE LORO, soprattutto loro mamme, tutta sta menata della DaD non avrebbe mai funzionato. perché alla fine a 20 giorni dall’ultimo giorno di scuola di questo che rimarrà come un anno indimenticabile, per non saper come dove quando e in che maniera, c’è da dire che qualcosa ha funzionato: hanno imparato a far le moltiplicazioni con il riporto, le divisioni, le divisioni con il resto, scrivono, leggono.. siamo agli aggettivi qualificativi e ci sono, chi più, molto di più, chi meno ma ci sono tutti. la prima cosa era stare con loro, esserci, fare gruppo, fare la maestra capo branco, quella che fa finta di esser la coraggiosa sulla pietra più alta a ululare e richiamare tutti gli altri [che si traduce in lezioni come a scuola vera, in feste di compleanno a cantare canzoni sconosciute, a ballare davanti alla telecamera con anche i genitori dall’altra parte… loro ti vedono! a consolare lacrime a far chiamate per farsi raccontare cose dai fanciulli incazzatissimi con i fratelli e il mondo]
in realtà è stata farsela sotto.. ma farsela alla grande.
i giorni sono andati avanti, il mio compleanno è stato il giorno della dichiarazione di PANDEMIA da parte dell’OMS.
con qualcuno ho parlato tantissimo con qualcuno niente, con qualcuno c’è stato bisogno di parlare tanto, di ascoltare tutto, con qualcuno le parole son sempre qualcosa in più, come un tubino nero che non ha bisogno di aver niente di più per esser perfetto. con qualcuno ci son state tante parole rilette mille volte prima di esser dette o inviate e non ci si è capiti lo stesso. messi in una pozza di liquido vischioso e color piombo. pericoloso muoversi.
non sono uscita di casa per giorni, mi son fatta portare praticamente tutto. ho avuto dei momenti di paura fortissima all’inizio. il non poter correre mi ha fatto ancora una volta capire la tossicodipendenza che abbiamo. le scarpe che ho preso non vanno bene per correre ma hanno dei colori bellissimi. son stata lì lì per giorni per prendermi una borsa da un milione di dollari, poi è restata lì. per fortuna ogni tanto, quel grammo di cervello che mi è rimasto funziona ancora. ho preso un paio di sandaletti super flat e ha iniziato a piovere, sto guardando una salopette come quella che avevo in terza superiore (foto gita scolastica a pisa con degli occhiali pazzeschi che non so dove sono andati a finire, peccatissimo) però con due taglie di meno (adesso). a marzo ho perso in un botto quasi tre kg, ripresi poi, ho mangiato cose buonissime di qualità, bevuto anche meglio e sfornato torte di mele e muffin alla banana che neanche nonna papera, adesso fine della produzione. son riuscita a trovare ostriche -per caso- in pieno lockdown, non mi son tagliata le mani per aprirle e mi son addormentata dopo averle mangiate con tre bicchiere di bollicine. mi son regalata fiori freschi ogni settimana quando le mie rose e le peonie della nonna wanda non erano ancora esplose.
ho sognato alla grande, con effetti speciali da premio oscar, amplificando la realtà e modificandomela addosso.
ho fatto tantissime foto di tutto quello che ho a casa, seguito tutorial su app serie per modificar immagini bene e gestirle meglio. ho visto qualche bel film e delle cazzate paurose che mi hanno fatta ridere. i capelli son fuori controllo ma forse riesco a farli crescere un minimo. son tornata a 25 anni fa, quando la ceretta non era ancora economicamente sostenibile, la veet ha fatto passi da gigante in qualità di prodotto. mi hanno regalato libri ma non ne ho letto uno. leggo solo a voce alta ogni sera alla mia truppa e a tutti quelli a cui ho pensato avrebbe fatto piacere sentire una storia chiudendo gli occhi e aprendo l’audio. non ho saltato una sera: una promessa è una promessa. poche pagine a voce alta per tenerle come una coccola alla sera, per dire che nonostante la paura, le gocce prese per farsi una dormita intera almeno una volta su sette, il vino per far finta che tutto andava bene, almeno una coccola di una voce andava bene davvero a tutti. con certa gente ho chiuso. i toni, più delle parole, i toni non hanno funzionato. l’andrà tutto bene si è sbiadito sulla finestra al sole ma è ancora lì. non ho mai curato così tanto il giardino e le mie piante. i gatti si son abituati ad avermi sempre ai loro ordini. sono ancora molto preoccupata, in FVG non ha picchiato duro ma ha picchiato duro qualcuno di molto vicino e questo è stato ancora più spaventoso. adesso voglio andare a venezia, voglio andare al mare e metterci i piedi dentro, voglio vedere dal vivo seppur a distanza la mia gente, che non è tanta ma è la mia.
aspetto come tutti. aspetto per vedere quanto durerà, come dovremo tornare ad abituarci ad un vivere diverso e aspetto di capire secondo quali tempi, come dovrò ricalibrare il concetto di libertà e come e quando potrò di nuovo non aver paura di abbracciare, di andare al ristorante, di far un aperitivo super alcolico e tornar a casa per le sconte.
della lingua in bocca vi ho già detto vero?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...