diario

il colibrì di sandro veronesi

il colibrì di sandro veronesi. non posso negare di aver evitato sempre questo veronesi per la grande antipatia che nutro da sempre per il fratello, quello regista. il colibrì l’ho preso subito perché a piperno credo di base, sempre, e dopo la sua recensione altro non si poteva fare se non scaricarlo immediatamente e buttarsi dentro con tutti i piedi. mi ha fatto fare notte. c’è tutto quello che adoro: storie belle che sembrano vere, grandi amori, sofferenze (senza non è vita), coraggi risolutivi. l’ultimo quarto di libro scazza un po’ e poteva esser concluso senza quel sottofondo fanta-virtuale che non amo mai, ma per oltre la metà è così intenso che me lo son fatta piacere lo stesso. scritto e limato. si sente il respiro trattenuto del girare pagina e aspettare che la storia succeda sotto i nostri occhi. una storia di femmine “definitive”, raccontate da un maschio che contrasta e si raffronta con altri maschi. le partite a carte e a tennis son fughe per vedere fin dove di può arrivare. le lettere sfoghi e ricerca di risposte. ci son momenti di poesia: al buio con bimbe messe a dormire su culle dondoli portatili, gli aghi nelle pinete, le porte che si chiudono. i fazzoletti da tenere a portata di mano quando state per finirlo. parigi.
qualcuno l’ha troppo affiancato al cardellino di donna tartt, ma a parte una casuale sopravvivenza e un richiamo ornitologico altro non c’è.

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notti dannunziane

 

si legge d’un fiato e il titolo è furbetto: non c’è niente che faccia pensare che il vate nelle sue notti potesse fare altro che scrivere o dormire. c’è altro da leggere senza perder tempo con questo, si sa già tutto quello che racconta. ultimo colpo di coda dei giorni dannunziani.
fra 12h “maestra mi ha preso la gomma, maestra non trovo il quaderno, maestra devo soffiarmi il naso” (ma avrà già il moccolo fin sul banco).

la mia vita bipolare

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venice experience

ho perso il telefono a burano alle 11.30. avvisati i carabinieri, ho continuato a chiamarmi per tutto il pomeriggio, finché è arrivata l’ora di andare a casa. mi son messa in coda per il vaporetto.
una bimba è uscita da scuola alla mezza e l’ha raccolto. bimba, scuola, ovvio. la mamma è tornata a casa alle 5 dal lavoro, ha richiamato il numero (c’erano 29 chiamate senza risposta) ed è venuta a portarmelo. grazie cinzia! bellissima cosa, mi ha riempito di felicità, e l’aver ritrovato il telefono è marginale. tutto il mio amore conclamato per venezia, adesso è chiaro esser reciproco.
o il karma, finalmente.
#enjoyrespectvenezia

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il cuoco dell’alcyon di andrea camilleri

quanto ci mancherà portare in spiaggia la nuova uscita di camilleri. quanto saremo orfani di montalbano. quanto lo rileggeremo portandocelo ovunque nel formato perfetto, in quel elegante blu da borsetta.

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vite che sono la tua -il bello dei romanzi in 27 storie- paolo di paolo

dav

vite che sono la (tua) mia, il bello dei romanzi in 27 storie di paolo di paolo
l’ho iniziato nel mio giorno perfetto in spiaggia, distesa sul lettino con un piede nella sabbia che diventava già fresca e anticipava il dramma meteorologico che è puntualmente arrivato. le prime pagine valgono già tutte il prezzo del biglietto: alla memoria di chi l’ha iniziato alla carriera di lettore. com’è essere lettore, cosa vuol dire, quali sono le crisi e la strada obbligata. dovremmo avere tutti un mentor che ci accompagna nella giungla dei libri, che ci lascia sbagliare e perder tempo leggendo schifezze ma che ci tara la bussola senza farsene accorgere.
se siete lettori forti e avete all’attivo almeno la metà più uno dei titoli che sono raccontati ve lo godrete immensamente. un libro che parla di libri, tutti irrinunciabili e straordinari e ne nomina molti di più alla fine di ogni capitolo. roth, proust, capote, fenoglio, tolstoj, foster wallace… analisi fra critica, percezione personale e riferimenti intimi che sono trampolini di lancio verso altri titoli ancora che mi son scritta in disordine in agenda e mai più ritroverò. i titoli che mancano sono in lista da sempre, quello che mi spaventa di più è infinite jest. stupisce leggere i propri pensieri scritti da un altro lettore. se dovete ancora imparare a leggere e vi piacciono le liste fidatevi di paolo di paolo e iniziate a leggere quello che dice lui, prendetelo come vostro mentor, giovanissimo mentor che già sa. io lo devo ringraziare perché ha tirato fuori cose che credevo sepolte dal tempo passato dalla lettura di tanti del 27. è tutto riemerso e se non avessi ancora tanto da leggere, rimetterei in seconda lettura di nuovo tutto. grazie.