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l’avana, un delirio subtropicale di mark kurlansky

l'avanaconsigliato da augias e preso a scatola chiusa. una storia svelta e curiosa della città scritta da chi per trentacinque anni ci ha bazzicato. si legge rapido e per chi c’è stato (sempre troppo poco) innesca collegamenti con tutto quello che si è visto. c’è poco fidel e poco che, la politica è affrontata in maniera molto leggera, fin troppo. c’è tutta la mafia americana e le auto, il baseball e i cubani, quelli sì, tutti, coppelia indimenticabile, il malecon,  il papa, fragole e cioccolata e tutti gli autori che dopo cuba son passati anche davanti agli occhi che adesso scrivono. piacevole, da pennica su divano dopo le mangiate di natale. più intrigante per chi c’è stato, meno per chi la sogna come ultimo baluardo comunista.

il blog è poco scritto e poco movimentato. penso sia meglio chiudere un percorso e con lui il blog. mi piange il cuore, ma i tempi cambiano anche le persone, oltre a tutto il resto. non ha più grande senso mantenerlo in rianimazione, deserto e obsoleto.